{"componentChunkName":"component---src-templates-video-index-js","path":"/video/entrate-tributarie-28-nei-primi-sette-mesi-del-2026/","result":{"data":{"site":{"siteMetadata":{"title":"Movimento Rivoluzione Fiscale"}},"contentfulVideo":{"id":"83d59650-2d69-56c7-bd40-0c12ce2b6acc","titolo":"ENTRATE TRIBUTARIE: +2,8% NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026.","contenuto":{"childMarkdownRemark":{"html":"<h2>FATTI VERIFICATI</h2>\n<p>Il 7 settembre 2026 il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato il Bollettino delle entrate tributarie riferito a luglio 2026.</p>\n<p>Il quadro rilevato è il seguente:</p>\n<ol>\n<li>nel periodo gennaio–luglio 2026 le entrate tributarie erariali accertate secondo il criterio della competenza giuridica ammontano a 346,123 miliardi di euro;</li>\n<li>rispetto allo stesso periodo del 2025 l’aumento è pari a 9,357 miliardi di euro, corrispondente al +2,8%;</li>\n<li>le imposte dirette raggiungono 200,670 miliardi di euro, con un incremento di 6,175 miliardi (+3,2%);</li>\n<li>le imposte indirette ammontano a 145,453 miliardi di euro, con un aumento di 3,182 miliardi (+2,2%);</li>\n<li>la crescita delle imposte dirette rappresenta circa due terzi dell’incremento complessivo rilevato nei primi sette mesi;</li>\n<li>il Bollettino utilizza valori nominali e dati di competenza giuridica: il gettito osservato non coincide automaticamente con la pressione fiscale e non descrive il carico effettivo sopportato da ogni singolo contribuente.</li>\n</ol>\n<p>L’andamento delle entrate può risentire di occupazione, redditi, consumi, prezzi, scadenze, versamenti e registrazioni contabili. Dal solo aumento del gettito non è quindi possibile attribuire una causa unica né concludere automaticamente che siano aumentate le aliquote o che sia migliorata nella stessa misura la qualità dei servizi pubblici.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un gettito in crescita deve diventare l’occasione per ridurre in modo stabile il peso fiscale e amministrativo su famiglie, lavoratori e imprese, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.</p>\n<p>Servono interventi semplici, trasparenti e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>destinare una quota delle maggiori entrate strutturali alla riduzione del prelievo sul lavoro, sui redditi medi e sugli investimenti produttivi;</li>\n<li>semplificare versamenti, scadenze e adempimenti, eliminando duplicazioni e richieste di dati già disponibili alla Pubblica Amministrazione;</li>\n<li>pubblicare obiettivi, tempi e risultati sull’impiego delle entrate aggiuntive;</li>\n<li>favorire l’adempimento spontaneo con regole leggibili, assistenza efficace e certezza interpretativa;</li>\n<li>valutare la spesa pubblica sulla qualità dei servizi resi, sui tempi e sugli effetti economici concreti;</li>\n<li>evitare nuovi prelievi, sanatorie ricorrenti e bonus temporanei che aumentano l’incertezza.</li>\n</ul>\n<p>Più gettito non deve significare automaticamente più spesa o più burocrazia: deve tradursi in servizi migliori, conti trasparenti e maggiore spazio per produrre, lavorare e investire.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>L’11 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sul mercato del lavoro riferiti al secondo trimestre 2026.</p>\n<p>Il quadro rilevato è il seguente:</p>\n<ol>\n<li>al netto degli effetti stagionali, gli occupati salgono a 24 milioni 363 mila: 155 mila in più rispetto al primo trimestre, pari al +0,6%;</li>\n<li>l’aumento comprende 120 mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%), 18 mila dipendenti a termine (+0,7%) e 17 mila indipendenti (+0,3%);</li>\n<li>il tasso di occupazione raggiunge il 63,1%, con un aumento di 0,4 punti in tre mesi;</li>\n<li>nello stesso periodo aumentano anche le persone in cerca di lavoro: +31 mila, pari al +2,2%; il tasso di disoccupazione sale al 5,6%, +0,1 punti;</li>\n<li>gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono di 185 mila unità (-1,5%) e il tasso di inattività scende al 33,0%;</li>\n<li>rispetto al secondo trimestre 2025 gli occupati aumentano di 246 mila (+1,0%), mentre i disoccupati diminuiscono di 167 mila (-9,8%);</li>\n<li>le posizioni lavorative dipendenti nelle imprese crescono dello 0,3% sul trimestre e dell’1,3% sull’anno; la quota di posizioni part-time è pari al 28,9%;</li>\n<li>il tasso dei posti vacanti è all’1,5%, in calo di 0,2 punti sul trimestre e di 0,3 punti su base annua;</li>\n<li>il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno cresce dello 0,5% sul trimestre e del 2,8% sull’anno. Su base annua le retribuzioni aumentano del 2,7% e i contributi sociali del 3,4%.</li>\n</ol>\n<p>I dati sono aggregati e provengono da fonti statistiche diverse sul lato dell’offerta e della domanda di lavoro. Non descrivono ogni contratto, settore, impresa o territorio. La contemporanea crescita trimestrale di occupati e disoccupati è compatibile con la diminuzione degli inattivi: una parte delle persone può rientrare nella partecipazione al mercato del lavoro.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dell’occupazione è un segnale positivo, ma deve tradursi in lavoro stabile, redditi reali, produttività e opportunità durature. Il calo dei posti vacanti e l’aumento del costo del lavoro mostrano che non basta contare gli occupati: occorre migliorare la qualità e la capacità delle imprese di assumere.</p>\n<p>Servono interventi semplici, strutturali e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>ridurre stabilmente il cuneo fiscale sul lavoro, aumentando il netto dei lavoratori senza scaricare nuovi costi sulle imprese;</li>\n<li>semplificare assunzioni, adempimenti e accesso agli incentivi, con regole leggibili e tempi certi;</li>\n<li>concentrare le risorse su formazione tecnica, competenze digitali e riqualificazione, misurando gli esiti occupazionali;</li>\n<li>premiare investimenti, produttività e contratti stabili, superando bonus frammentati e temporanei;</li>\n<li>ridurre il costo amministrativo che sottrae tempo alla produzione e alla crescita;</li>\n<li>valutare ogni politica sulla base del lavoro aggiuntivo creato, dei salari reali, delle ore lavorate e della durata dei rapporti.</li>\n</ul>\n<p>La crescita dell’occupazione deve diventare crescita delle competenze, dei redditi e della produttività del Paese.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 17 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari sui prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o di investimento, riferite al secondo trimestre 2026.</p>\n<p>Il quadro rilevato è il seguente:</p>\n<ol>\n<li>l’indice dei prezzi delle abitazioni aumenta dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2025;</li>\n<li>la crescita annua rallenta rispetto al +5,1% registrato nel primo trimestre 2026;</li>\n<li>su base annua aumentano sia i prezzi delle abitazioni nuove (+5,0%) sia quelli delle abitazioni esistenti (+3,7%);</li>\n<li>rispetto al trimestre precedente, i prezzi delle abitazioni nuove crescono del 2,7% e quelli delle esistenti dell’1,5%;</li>\n<li>i volumi delle compravendite residenziali risultano sostanzialmente stabili: +0,1% su base annua, dopo il +4,4% del trimestre precedente, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare richiamati dall’ISTAT;</li>\n<li>la variazione media acquisita per il 2026 è pari al +3,8% per l’indice complessivo;</li>\n<li>i prezzi crescono in tutte le ripartizioni: +5,1% nel Centro, +4,2% nel Nord-Est, +3,9% nel Nord-Ovest e +2,6% nel Sud e Isole;</li>\n<li>tra le città per cui l’ISTAT diffonde l’indice, l’aumento annuo è dell’8,5% a Torino, del 6,4% a Roma e del 2,4% a Milano.</li>\n</ol>\n<p>Si tratta di stime preliminari e aggregate. Non descrivono il prezzo di ogni singolo immobile, quartiere o compravendita e non misurano direttamente la capacità di acquisto di ogni famiglia.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dei prezzi con scambi quasi stabili rende ancora più urgente una politica della casa capace di ampliare l’offerta, ridurre i costi improduttivi e rendere certe le procedure.</p>\n<p>Servono interventi semplici, stabili e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>ridurre il carico fiscale sulle compravendite e sull’abitazione principale, tutelando chi acquista per vivere e non per speculare;</li>\n<li>semplificare pratiche urbanistiche e catastali, con regole comprensibili e tempi certi;</li>\n<li>favorire il recupero del patrimonio esistente e l’efficienza energetica con strumenti stabili, evitando bonus intermittenti e procedure opache;</li>\n<li>aumentare l’offerta di alloggi in affitto, garantendo equilibrio e certezza nei rapporti tra proprietari e inquilini;</li>\n<li>rendere disponibili dati territoriali chiari su prezzi, offerta, tempi e risultati delle politiche abitative.</li>\n</ul>\n<p>La casa non deve trasformarsi in un percorso fiscale e burocratico insostenibile. Le misure vanno valutate sulla capacità concreta di migliorare disponibilità, accessibilità e qualità degli alloggi.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 15 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati sul commercio con l’estero e sui prezzi all’importazione riferiti a luglio 2026.</p>\n<p>Il quadro rilevato è il seguente:</p>\n<ol>\n<li>rispetto a giugno, le esportazioni aumentano dello 0,3% e le importazioni diminuiscono dell’1,2%;</li>\n<li>la modesta crescita mensile dell’export deriva da un aumento del 6,9% delle vendite verso i mercati extra UE e da una diminuzione del 5,6% verso l’area UE;</li>\n<li>nel trimestre maggio–luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export cresce dell’1,3% e l’import del 2,8%;</li>\n<li>rispetto a luglio 2025, l’export aumenta del 4,7% in valore ma diminuisce dell’1,7% in volume; l’import cresce del 4,6% in valore e scende del 2,7% in volume;</li>\n<li>il saldo commerciale di luglio è positivo per 8,240 miliardi di euro, rispetto ai 7,829 miliardi di luglio 2025;</li>\n<li>il deficit energetico sale a 5,515 miliardi di euro, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici raggiunge 13,756 miliardi;</li>\n<li>nei primi sette mesi del 2026 l’export cresce del 4,6% e l’import del 4,3% su base annua; l’avanzo commerciale è pari a 32,9 miliardi, contro 30,6 miliardi nello stesso periodo del 2025;</li>\n<li>i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% rispetto a giugno e del 5,0% rispetto a luglio 2025.</li>\n</ol>\n<p>L’ISTAT segnala che la dinamica mensile dell’export è influenzata da vendite di elevato impatto della cantieristica navale: escludendole, l’aumento congiunturale stimato sarebbe dell’1,0%. I dati sono aggregati e le variazioni in valore possono differire da quelle in volume per effetto dei prezzi e della composizione degli scambi. Non descrivono quindi nello stesso modo ogni settore, impresa o territorio.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un avanzo commerciale positivo è un punto di forza, ma la diminuzione dei volumi e l’aumento dei prezzi all’importazione richiedono interventi strutturali sulla competitività.</p>\n<p>Servono misure semplici, stabili e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>ridurre oneri fiscali e amministrativi che pesano sulle imprese, in particolare sulle PMI esportatrici;</li>\n<li>semplificare procedure doganali e adempimenti, applicando davvero il principio “una sola volta” ai dati già disponibili alla Pubblica Amministrazione;</li>\n<li>migliorare porti, collegamenti ferroviari, logistica ed efficienza energetica;</li>\n<li>rafforzare l’accesso ai mercati esteri e la diversificazione delle destinazioni commerciali;</li>\n<li>valutare le politiche sulla base di volumi esportati, produttività, investimenti realizzati e lavoro creato.</li>\n</ul>\n<p>La crescita in valore deve tradursi in capacità produttiva, quantità vendute e sviluppo reale, non in nuovi costi o nuova burocrazia.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari dei prezzi al consumo riferite ad agosto 2026.</p>\n<ol>\n<li>L’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, accelerando dal 2,9% del mese precedente.</li>\n<li>I prezzi dei beni energetici salgono complessivamente del 17,0% su base annua, dal precedente 11,6%.</li>\n<li>I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%.</li>\n<li>Il cosiddetto “carrello della spesa” resta al +1,0%.</li>\n<li>L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dall’1,6% all’1,5%.</li>\n<li>L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,9% per l’indice generale.</li>\n</ol>\n<p>L’ISTAT collega l’accelerazione soprattutto ai beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Si tratta di dati preliminari e aggregati: non descrivono nello stesso modo la spesa di ogni famiglia e saranno aggiornati con la diffusione definitiva.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento del costo della vita non può essere affrontato con bonus occasionali e procedure complicate.</p>\n<p>Servono interventi stabili, mirati e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>ridurre oneri e fiscalità che aggravano il costo dell’energia per famiglie e attività produttive;</li>\n<li>difendere il potere d’acquisto attraverso una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sui redditi medi;</li>\n<li>concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte, con criteri semplici e controllabili;</li>\n<li>pubblicare periodicamente l’effetto reale delle misure su bollette, prezzi, consumi e competitività;</li>\n<li>evitare che ogni emergenza diventi nuova burocrazia o nuova spesa permanente priva di risultati misurabili.</li>\n</ul>\n<p>Proteggere il potere d’acquisto significa intervenire sulle cause e verificare gli effetti, non limitarsi ad annunciare misure temporanee.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati provvisori su occupati e disoccupati riferiti a luglio 2026.</p>\n<p>Il quadro generale mostra:</p>\n<ol>\n<li>24 milioni e 370 mila occupati;</li>\n<li>un tasso di occupazione pari al 63,2%, stabile rispetto a giugno;</li>\n<li>un tasso di disoccupazione complessivo del 5,8%, in calo di 0,1 punti percentuali sul mese;</li>\n<li>un tasso di disoccupazione giovanile del 18,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese.</li>\n</ol>\n<p>Su base annua gli occupati aumentano di 307 mila unità e il tasso di occupazione cresce di 0,8 punti. L’aumento riguarda uomini, donne, persone tra 25 e 34 anni e ultracinquantenni; l’occupazione diminuisce invece tra i 15–24enni e i 35–49enni.</p>\n<p>Nello stesso confronto annuo crescono i dipendenti permanenti di 303 mila unità e gli autonomi di 85 mila, mentre diminuiscono di 82 mila i dipendenti a termine.</p>\n<p>Questi sono dati aggregati e provvisori: descrivono il mercato del lavoro nel suo complesso, ma non misurano da soli qualità, retribuzioni o durata di ogni singolo rapporto.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, il miglioramento complessivo non può far passare in secondo piano la difficoltà dei più giovani a entrare e restare nel lavoro.</p>\n<p>Servono interventi chiari, misurabili e continuativi:</p>\n<ul>\n<li>ridurre il peso fiscale e contributivo sul primo lavoro stabile;</li>\n<li>semplificare apprendistato e assunzioni senza abbassare le tutele;</li>\n<li>avvicinare formazione tecnica e professionale alle competenze richieste dalle imprese;</li>\n<li>valutare gli incentivi sulla base dei posti stabili creati, della loro durata e delle retribuzioni;</li>\n<li>pubblicare indicatori generazionali che rendano verificabili i risultati delle politiche del lavoro.</li>\n</ul>\n<p>Un Paese che lascia i giovani ai margini riduce la propria capacità di crescere, innovare e sostenere il sistema sociale.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.</p>\n<p>Per l’industria:</p>\n<ol>\n<li>i prezzi aumentano del 2,4% rispetto a giugno e del 7,8% rispetto a luglio 2025;</li>\n<li>sul mercato interno l’aumento raggiunge il 3,0% mensile e il 9,3% annuo;</li>\n<li>al netto dell’energia, la crescita è molto più contenuta: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;</li>\n<li>i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno aumentano del 14,5% su base annua;</li>\n<li>tra i comparti manifatturieri, l’ISTAT segnala incrementi annui del 9,6% per i prodotti chimici sul mercato interno e del 7,7% per metallurgia e prodotti in metallo.</li>\n</ol>\n<p>L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.</p>\n<p>Servono misure trasparenti e verificabili:</p>\n<ul>\n<li>ridurre in modo mirato oneri e fiscalità sull’energia destinata alla produzione;</li>\n<li>semplificare l’accesso delle PMI agli investimenti per efficienza e autoproduzione;</li>\n<li>accelerare reti, accumuli e condizioni di approvvigionamento realmente competitive;</li>\n<li>pubblicare una valutazione periodica dell’impatto dei costi energetici su PMI, prezzi, investimenti e occupazione.</li>\n</ul>\n<p>La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.## FATTI VERIFICATI</p>\n<p>Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.</p>\n<p>Nello scenario mediano:</p>\n<ol>\n<li>la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;</li>\n<li>la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;</li>\n<li>la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;</li>\n<li>il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.</li>\n</ol>\n<p>L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.</p>\n<h2>POSIZIONE POLITICA MRF</h2>\n<p>Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.</p>\n<p>Servono scelte misurabili e continuative:</p>\n<ul>\n<li>ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;</li>\n<li>sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;</li>\n<li>investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;</li>\n<li>semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;</li>\n<li>valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.</li>\n</ul>\n<p>La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.</p>\n<p><strong>MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.</strong></p>\n<p><strong>NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.</strong></p>\n<h2>QUESITO PER IL CONFRONTO</h2>\n<p>Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?</p>\n<p>Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.</p>\n<h2>Fonte istituzionale</h2>\n<p><a href=\"https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-delle-famiglie-e-delle-forze-di-lavoro-base-1-1-2025/\">ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026</a></p>"}},"categorie":[{"id":"46a5f481-0a00-58a8-bc6a-bfc8ecee3219","label":"Politica","slug":"politica"}],"autore":{"cognome":"Marrara","nome":"Domenico","descrizione":"Presidente e Fondatore del Movimento Rivoluzione Fiscale."},"dataPubblicazione":"September 23rd, 2026","embed":{"embed":"<video controls playsinline preload=\"metadata\" poster=\"https://images.ctfassets.net/mliqjt4giyw6/1WHKv2dIOZJrR51hHg7CcJ/b554e543318a673456fcc5b9c7825462/MRF_2026-09-23_ENTRATE_TRIBUTARIE_1080x1350.jpg\" style=\"width:100%;height:auto;display:block;\"><source src=\"https://videos.ctfassets.net/mliqjt4giyw6/3eZZDC6TV0FYlHzZ6yJxP9/8a500e5022e22d7a437f8a6c3af50492/MRF_2026-09-23_ENTRATE_TRIBUTARIE_MASTER_1080x1920.mp4\" type=\"video/mp4\">Il browser non supporta la riproduzione video.</video>"}}},"pageContext":{"slug":"entrate-tributarie-28-nei-primi-sette-mesi-del-2026"}},"staticQueryHashes":["2336630319","3585596731"]}