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CAMBIARE L’ITALIA È POSSIBILE. FARLO INSIEME È UNA RESPONSABILITÀ.

Il Movimento Rivoluzione Fiscale (MRF) è un’associazione culturale e politica che riunisce cittadini, professionisti e imprese attorno a un progetto concreto: costruire un sistema fiscale più equo, semplice e sostenibile. Vogliamo uno Stato che rispetti pienamente i principi della Costituzione, premi il lavoro e l’iniziativa, riduca gli sprechi e la burocrazia e restituisca alle persone potere d’acquisto, qualità della vita e fiducia nel futuro. La rivoluzione che proponiamo è civile, democratica e responsabile. Non nasce dalla protesta fine a sé stessa, ma dalla partecipazione di chi crede che l’Italia possa offrire più opportunità, più libertà economica e maggiori prospettive di sviluppo. MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO. NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

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Chi Siamo

Siamo cittadini che lavorano, producono valore e sostengono ogni giorno il Paese. Artigiani, liberi professionisti, imprenditori, lavoratori, impiegati e pensionati uniti dalla volontà di costruire un’Italia più equa, semplice e capace di crescere. Vogliamo un sistema fiscale sostenibile, una Pubblica Amministrazione efficiente e istituzioni che rispettino il lavoro, i sacrifici e i diritti dei cittadini. Non ci limitiamo a denunciare ciò che non funziona: elaboriamo proposte concrete e promuoviamo una partecipazione civile, democratica e responsabile. Il nostro impegno è restituire fiducia al presente e costruire opportunità reali per i giovani e per le generazioni future.

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INFLAZIONE AL 3,3%: IL COSTO DELLA VITA TORNA A CORRERE.

INFLAZIONE AL 3,3%: IL COSTO DELLA VITA TORNA A CORRERE.

Domenico Marrara, September 5th, 2026

FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari dei prezzi al consumo riferite ad agosto 2026.

  1. L’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, accelerando dal 2,9% del mese precedente.
  2. I prezzi dei beni energetici salgono complessivamente del 17,0% su base annua, dal precedente 11,6%.
  3. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%.
  4. Il cosiddetto “carrello della spesa” resta al +1,0%.
  5. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dall’1,6% all’1,5%.
  6. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,9% per l’indice generale.

L’ISTAT collega l’accelerazione soprattutto ai beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Si tratta di dati preliminari e aggregati: non descrivono nello stesso modo la spesa di ogni famiglia e saranno aggiornati con la diffusione definitiva.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento del costo della vita non può essere affrontato con bonus occasionali e procedure complicate.

Servono interventi stabili, mirati e verificabili:

  • ridurre oneri e fiscalità che aggravano il costo dell’energia per famiglie e attività produttive;
  • difendere il potere d’acquisto attraverso una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sui redditi medi;
  • concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte, con criteri semplici e controllabili;
  • pubblicare periodicamente l’effetto reale delle misure su bollette, prezzi, consumi e competitività;
  • evitare che ogni emergenza diventi nuova burocrazia o nuova spesa permanente priva di risultati misurabili.

Proteggere il potere d’acquisto significa intervenire sulle cause e verificare gli effetti, non limitarsi ad annunciare misure temporanee.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

Quale misura ritieni prioritaria: riduzione degli oneri energetici, meno tasse sul lavoro, sostegno mirato alle famiglie o maggiore concorrenza?

Fonte primaria: ISTAT — Prezzi al consumo, dati provvisori agosto 2026MRF 5 settembre 2026 - Inflazione e famiglie - video

ENERGIA E COSTI: LE IMPRESE PAGANO IL CONTO.

ENERGIA E COSTI: LE IMPRESE PAGANO IL CONTO.

Domenico Marrara, September 3rd, 2026

MRF 3 settembre 2026 - Energia e costi - video

CONTENUTO POLITICO-INFORMATIVO

ENERGIA E COSTI: LE IMPRESE PAGANO IL CONTO.

FATTI VERIFICATI

Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.

Per l’industria:

  1. i prezzi aumentano del 2,4% rispetto a giugno e del 7,8% rispetto a luglio 2025;
  2. sul mercato interno l’aumento raggiunge il 3,0% mensile e il 9,3% annuo;
  3. al netto dell’energia, la crescita è molto più contenuta: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;
  4. i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno aumentano del 14,5% su base annua;
  5. tra i comparti manifatturieri, l’ISTAT segnala incrementi annui del 9,6% per i prodotti chimici sul mercato interno e del 7,7% per metallurgia e prodotti in metallo.

L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.

Fonte ufficiale ISTAT del 2 settembre 2026: https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-alla-produzione-dellindustria-e-delle-costruzioni-luglio-2026/

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.

Servono misure trasparenti e verificabili:

  • ridurre in modo mirato oneri e fiscalità sull’energia destinata alla produzione;
  • semplificare l’accesso delle PMI agli investimenti per efficienza e autoproduzione;
  • accelerare reti, accumuli e condizioni di approvvigionamento realmente competitive;
  • pubblicare una valutazione periodica dell’impatto dei costi energetici su PMI, prezzi, investimenti e occupazione.

La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

Quale intervento ritieni prioritario: riduzione degli oneri, efficienza energetica, autoproduzione o nuove infrastrutture?

MovimentoRivoluzioneFiscale #MRF #Imprese #Energia #Industria #PMI #Fiscalità #Burocrazia #Sviluppo

ITALIA 2050: MENO PERSONE, MENO FORZA LAVORO.

ITALIA 2050: MENO PERSONE, MENO FORZA LAVORO.

Domenico Marrara, September 1st, 2026

MRF 2 settembre 2026 - Italia 2050 - video

FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

  1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
  2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
  3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
  4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

  • ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
  • sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
  • investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
  • semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
  • valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

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QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

Fonte istituzionale

ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026

ENTRATE TRIBUTARIE: +2,8% NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026.

FATTI VERIFICATI

Il 7 settembre 2026 il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato il Bollettino delle entrate tributarie riferito a luglio 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. nel periodo gennaio–luglio 2026 le entrate tributarie erariali accertate secondo il criterio della competenza giuridica ammontano a 346,123 miliardi di euro;
  2. rispetto allo stesso periodo del 2025 l’aumento è pari a 9,357 miliardi di euro, corrispondente al +2,8%;
  3. le imposte dirette raggiungono 200,670 miliardi di euro, con un incremento di 6,175 miliardi (+3,2%);
  4. le imposte indirette ammontano a 145,453 miliardi di euro, con un aumento di 3,182 miliardi (+2,2%);
  5. la crescita delle imposte dirette rappresenta circa due terzi dell’incremento complessivo rilevato nei primi sette mesi;
  6. il Bollettino utilizza valori nominali e dati di competenza giuridica: il gettito osservato non coincide automaticamente con la pressione fiscale e non descrive il carico effettivo sopportato da ogni singolo contribuente.

L’andamento delle entrate può risentire di occupazione, redditi, consumi, prezzi, scadenze, versamenti e registrazioni contabili. Dal solo aumento del gettito non è quindi possibile attribuire una causa unica né concludere automaticamente che siano aumentate le aliquote o che sia migliorata nella stessa misura la qualità dei servizi pubblici.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un gettito in crescita deve diventare l’occasione per ridurre in modo stabile il peso fiscale e amministrativo su famiglie, lavoratori e imprese, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.

Servono interventi semplici, trasparenti e verificabili:

  • destinare una quota delle maggiori entrate strutturali alla riduzione del prelievo sul lavoro, sui redditi medi e sugli investimenti produttivi;
  • semplificare versamenti, scadenze e adempimenti, eliminando duplicazioni e richieste di dati già disponibili alla Pubblica Amministrazione;
  • pubblicare obiettivi, tempi e risultati sull’impiego delle entrate aggiuntive;
  • favorire l’adempimento spontaneo con regole leggibili, assistenza efficace e certezza interpretativa;
  • valutare la spesa pubblica sulla qualità dei servizi resi, sui tempi e sugli effetti economici concreti;
  • evitare nuovi prelievi, sanatorie ricorrenti e bonus temporanei che aumentano l’incertezza.

Più gettito non deve significare automaticamente più spesa o più burocrazia: deve tradursi in servizi migliori, conti trasparenti e maggiore spazio per produrre, lavorare e investire.## FATTI VERIFICATI

L’11 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sul mercato del lavoro riferiti al secondo trimestre 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. al netto degli effetti stagionali, gli occupati salgono a 24 milioni 363 mila: 155 mila in più rispetto al primo trimestre, pari al +0,6%;
  2. l’aumento comprende 120 mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%), 18 mila dipendenti a termine (+0,7%) e 17 mila indipendenti (+0,3%);
  3. il tasso di occupazione raggiunge il 63,1%, con un aumento di 0,4 punti in tre mesi;
  4. nello stesso periodo aumentano anche le persone in cerca di lavoro: +31 mila, pari al +2,2%; il tasso di disoccupazione sale al 5,6%, +0,1 punti;
  5. gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono di 185 mila unità (-1,5%) e il tasso di inattività scende al 33,0%;
  6. rispetto al secondo trimestre 2025 gli occupati aumentano di 246 mila (+1,0%), mentre i disoccupati diminuiscono di 167 mila (-9,8%);
  7. le posizioni lavorative dipendenti nelle imprese crescono dello 0,3% sul trimestre e dell’1,3% sull’anno; la quota di posizioni part-time è pari al 28,9%;
  8. il tasso dei posti vacanti è all’1,5%, in calo di 0,2 punti sul trimestre e di 0,3 punti su base annua;
  9. il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno cresce dello 0,5% sul trimestre e del 2,8% sull’anno. Su base annua le retribuzioni aumentano del 2,7% e i contributi sociali del 3,4%.

I dati sono aggregati e provengono da fonti statistiche diverse sul lato dell’offerta e della domanda di lavoro. Non descrivono ogni contratto, settore, impresa o territorio. La contemporanea crescita trimestrale di occupati e disoccupati è compatibile con la diminuzione degli inattivi: una parte delle persone può rientrare nella partecipazione al mercato del lavoro.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dell’occupazione è un segnale positivo, ma deve tradursi in lavoro stabile, redditi reali, produttività e opportunità durature. Il calo dei posti vacanti e l’aumento del costo del lavoro mostrano che non basta contare gli occupati: occorre migliorare la qualità e la capacità delle imprese di assumere.

Servono interventi semplici, strutturali e verificabili:

  • ridurre stabilmente il cuneo fiscale sul lavoro, aumentando il netto dei lavoratori senza scaricare nuovi costi sulle imprese;
  • semplificare assunzioni, adempimenti e accesso agli incentivi, con regole leggibili e tempi certi;
  • concentrare le risorse su formazione tecnica, competenze digitali e riqualificazione, misurando gli esiti occupazionali;
  • premiare investimenti, produttività e contratti stabili, superando bonus frammentati e temporanei;
  • ridurre il costo amministrativo che sottrae tempo alla produzione e alla crescita;
  • valutare ogni politica sulla base del lavoro aggiuntivo creato, dei salari reali, delle ore lavorate e della durata dei rapporti.

La crescita dell’occupazione deve diventare crescita delle competenze, dei redditi e della produttività del Paese.## FATTI VERIFICATI

Il 17 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari sui prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o di investimento, riferite al secondo trimestre 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. l’indice dei prezzi delle abitazioni aumenta dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2025;
  2. la crescita annua rallenta rispetto al +5,1% registrato nel primo trimestre 2026;
  3. su base annua aumentano sia i prezzi delle abitazioni nuove (+5,0%) sia quelli delle abitazioni esistenti (+3,7%);
  4. rispetto al trimestre precedente, i prezzi delle abitazioni nuove crescono del 2,7% e quelli delle esistenti dell’1,5%;
  5. i volumi delle compravendite residenziali risultano sostanzialmente stabili: +0,1% su base annua, dopo il +4,4% del trimestre precedente, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare richiamati dall’ISTAT;
  6. la variazione media acquisita per il 2026 è pari al +3,8% per l’indice complessivo;
  7. i prezzi crescono in tutte le ripartizioni: +5,1% nel Centro, +4,2% nel Nord-Est, +3,9% nel Nord-Ovest e +2,6% nel Sud e Isole;
  8. tra le città per cui l’ISTAT diffonde l’indice, l’aumento annuo è dell’8,5% a Torino, del 6,4% a Roma e del 2,4% a Milano.

Si tratta di stime preliminari e aggregate. Non descrivono il prezzo di ogni singolo immobile, quartiere o compravendita e non misurano direttamente la capacità di acquisto di ogni famiglia.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dei prezzi con scambi quasi stabili rende ancora più urgente una politica della casa capace di ampliare l’offerta, ridurre i costi improduttivi e rendere certe le procedure.

Servono interventi semplici, stabili e verificabili:

  • ridurre il carico fiscale sulle compravendite e sull’abitazione principale, tutelando chi acquista per vivere e non per speculare;
  • semplificare pratiche urbanistiche e catastali, con regole comprensibili e tempi certi;
  • favorire il recupero del patrimonio esistente e l’efficienza energetica con strumenti stabili, evitando bonus intermittenti e procedure opache;
  • aumentare l’offerta di alloggi in affitto, garantendo equilibrio e certezza nei rapporti tra proprietari e inquilini;
  • rendere disponibili dati territoriali chiari su prezzi, offerta, tempi e risultati delle politiche abitative.

La casa non deve trasformarsi in un percorso fiscale e burocratico insostenibile. Le misure vanno valutate sulla capacità concreta di migliorare disponibilità, accessibilità e qualità degli alloggi.## FATTI VERIFICATI

Il 15 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati sul commercio con l’estero e sui prezzi all’importazione riferiti a luglio 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. rispetto a giugno, le esportazioni aumentano dello 0,3% e le importazioni diminuiscono dell’1,2%;
  2. la modesta crescita mensile dell’export deriva da un aumento del 6,9% delle vendite verso i mercati extra UE e da una diminuzione del 5,6% verso l’area UE;
  3. nel trimestre maggio–luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export cresce dell’1,3% e l’import del 2,8%;
  4. rispetto a luglio 2025, l’export aumenta del 4,7% in valore ma diminuisce dell’1,7% in volume; l’import cresce del 4,6% in valore e scende del 2,7% in volume;
  5. il saldo commerciale di luglio è positivo per 8,240 miliardi di euro, rispetto ai 7,829 miliardi di luglio 2025;
  6. il deficit energetico sale a 5,515 miliardi di euro, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici raggiunge 13,756 miliardi;
  7. nei primi sette mesi del 2026 l’export cresce del 4,6% e l’import del 4,3% su base annua; l’avanzo commerciale è pari a 32,9 miliardi, contro 30,6 miliardi nello stesso periodo del 2025;
  8. i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% rispetto a giugno e del 5,0% rispetto a luglio 2025.

L’ISTAT segnala che la dinamica mensile dell’export è influenzata da vendite di elevato impatto della cantieristica navale: escludendole, l’aumento congiunturale stimato sarebbe dell’1,0%. I dati sono aggregati e le variazioni in valore possono differire da quelle in volume per effetto dei prezzi e della composizione degli scambi. Non descrivono quindi nello stesso modo ogni settore, impresa o territorio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un avanzo commerciale positivo è un punto di forza, ma la diminuzione dei volumi e l’aumento dei prezzi all’importazione richiedono interventi strutturali sulla competitività.

Servono misure semplici, stabili e verificabili:

  • ridurre oneri fiscali e amministrativi che pesano sulle imprese, in particolare sulle PMI esportatrici;
  • semplificare procedure doganali e adempimenti, applicando davvero il principio “una sola volta” ai dati già disponibili alla Pubblica Amministrazione;
  • migliorare porti, collegamenti ferroviari, logistica ed efficienza energetica;
  • rafforzare l’accesso ai mercati esteri e la diversificazione delle destinazioni commerciali;
  • valutare le politiche sulla base di volumi esportati, produttività, investimenti realizzati e lavoro creato.

La crescita in valore deve tradursi in capacità produttiva, quantità vendute e sviluppo reale, non in nuovi costi o nuova burocrazia.## FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari dei prezzi al consumo riferite ad agosto 2026.

  1. L’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, accelerando dal 2,9% del mese precedente.
  2. I prezzi dei beni energetici salgono complessivamente del 17,0% su base annua, dal precedente 11,6%.
  3. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%.
  4. Il cosiddetto “carrello della spesa” resta al +1,0%.
  5. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dall’1,6% all’1,5%.
  6. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,9% per l’indice generale.

L’ISTAT collega l’accelerazione soprattutto ai beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Si tratta di dati preliminari e aggregati: non descrivono nello stesso modo la spesa di ogni famiglia e saranno aggiornati con la diffusione definitiva.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento del costo della vita non può essere affrontato con bonus occasionali e procedure complicate.

Servono interventi stabili, mirati e verificabili:

  • ridurre oneri e fiscalità che aggravano il costo dell’energia per famiglie e attività produttive;
  • difendere il potere d’acquisto attraverso una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sui redditi medi;
  • concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte, con criteri semplici e controllabili;
  • pubblicare periodicamente l’effetto reale delle misure su bollette, prezzi, consumi e competitività;
  • evitare che ogni emergenza diventi nuova burocrazia o nuova spesa permanente priva di risultati misurabili.

Proteggere il potere d’acquisto significa intervenire sulle cause e verificare gli effetti, non limitarsi ad annunciare misure temporanee.## FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati provvisori su occupati e disoccupati riferiti a luglio 2026.

Il quadro generale mostra:

  1. 24 milioni e 370 mila occupati;
  2. un tasso di occupazione pari al 63,2%, stabile rispetto a giugno;
  3. un tasso di disoccupazione complessivo del 5,8%, in calo di 0,1 punti percentuali sul mese;
  4. un tasso di disoccupazione giovanile del 18,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese.

Su base annua gli occupati aumentano di 307 mila unità e il tasso di occupazione cresce di 0,8 punti. L’aumento riguarda uomini, donne, persone tra 25 e 34 anni e ultracinquantenni; l’occupazione diminuisce invece tra i 15–24enni e i 35–49enni.

Nello stesso confronto annuo crescono i dipendenti permanenti di 303 mila unità e gli autonomi di 85 mila, mentre diminuiscono di 82 mila i dipendenti a termine.

Questi sono dati aggregati e provvisori: descrivono il mercato del lavoro nel suo complesso, ma non misurano da soli qualità, retribuzioni o durata di ogni singolo rapporto.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, il miglioramento complessivo non può far passare in secondo piano la difficoltà dei più giovani a entrare e restare nel lavoro.

Servono interventi chiari, misurabili e continuativi:

  • ridurre il peso fiscale e contributivo sul primo lavoro stabile;
  • semplificare apprendistato e assunzioni senza abbassare le tutele;
  • avvicinare formazione tecnica e professionale alle competenze richieste dalle imprese;
  • valutare gli incentivi sulla base dei posti stabili creati, della loro durata e delle retribuzioni;
  • pubblicare indicatori generazionali che rendano verificabili i risultati delle politiche del lavoro.

Un Paese che lascia i giovani ai margini riduce la propria capacità di crescere, innovare e sostenere il sistema sociale.## FATTI VERIFICATI

Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.

Per l’industria:

  1. i prezzi aumentano del 2,4% rispetto a giugno e del 7,8% rispetto a luglio 2025;
  2. sul mercato interno l’aumento raggiunge il 3,0% mensile e il 9,3% annuo;
  3. al netto dell’energia, la crescita è molto più contenuta: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;
  4. i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno aumentano del 14,5% su base annua;
  5. tra i comparti manifatturieri, l’ISTAT segnala incrementi annui del 9,6% per i prodotti chimici sul mercato interno e del 7,7% per metallurgia e prodotti in metallo.

L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.

Servono misure trasparenti e verificabili:

  • ridurre in modo mirato oneri e fiscalità sull’energia destinata alla produzione;
  • semplificare l’accesso delle PMI agli investimenti per efficienza e autoproduzione;
  • accelerare reti, accumuli e condizioni di approvvigionamento realmente competitive;
  • pubblicare una valutazione periodica dell’impatto dei costi energetici su PMI, prezzi, investimenti e occupazione.

La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.## FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

  1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
  2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
  3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
  4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

  • ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
  • sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
  • investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
  • semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
  • valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

Fonte istituzionale

ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026

MERCATO DEL LAVORO: +155 MILA OCCUPATI NEL SECONDO TRIMESTRE.

FATTI VERIFICATI

L’11 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sul mercato del lavoro riferiti al secondo trimestre 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. al netto degli effetti stagionali, gli occupati salgono a 24 milioni 363 mila: 155 mila in più rispetto al primo trimestre, pari al +0,6%;
  2. l’aumento comprende 120 mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%), 18 mila dipendenti a termine (+0,7%) e 17 mila indipendenti (+0,3%);
  3. il tasso di occupazione raggiunge il 63,1%, con un aumento di 0,4 punti in tre mesi;
  4. nello stesso periodo aumentano anche le persone in cerca di lavoro: +31 mila, pari al +2,2%; il tasso di disoccupazione sale al 5,6%, +0,1 punti;
  5. gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono di 185 mila unità (-1,5%) e il tasso di inattività scende al 33,0%;
  6. rispetto al secondo trimestre 2025 gli occupati aumentano di 246 mila (+1,0%), mentre i disoccupati diminuiscono di 167 mila (-9,8%);
  7. le posizioni lavorative dipendenti nelle imprese crescono dello 0,3% sul trimestre e dell’1,3% sull’anno; la quota di posizioni part-time è pari al 28,9%;
  8. il tasso dei posti vacanti è all’1,5%, in calo di 0,2 punti sul trimestre e di 0,3 punti su base annua;
  9. il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno cresce dello 0,5% sul trimestre e del 2,8% sull’anno. Su base annua le retribuzioni aumentano del 2,7% e i contributi sociali del 3,4%.

I dati sono aggregati e provengono da fonti statistiche diverse sul lato dell’offerta e della domanda di lavoro. Non descrivono ogni contratto, settore, impresa o territorio. La contemporanea crescita trimestrale di occupati e disoccupati è compatibile con la diminuzione degli inattivi: una parte delle persone può rientrare nella partecipazione al mercato del lavoro.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dell’occupazione è un segnale positivo, ma deve tradursi in lavoro stabile, redditi reali, produttività e opportunità durature. Il calo dei posti vacanti e l’aumento del costo del lavoro mostrano che non basta contare gli occupati: occorre migliorare la qualità e la capacità delle imprese di assumere.

Servono interventi semplici, strutturali e verificabili:

  • ridurre stabilmente il cuneo fiscale sul lavoro, aumentando il netto dei lavoratori senza scaricare nuovi costi sulle imprese;
  • semplificare assunzioni, adempimenti e accesso agli incentivi, con regole leggibili e tempi certi;
  • concentrare le risorse su formazione tecnica, competenze digitali e riqualificazione, misurando gli esiti occupazionali;
  • premiare investimenti, produttività e contratti stabili, superando bonus frammentati e temporanei;
  • ridurre il costo amministrativo che sottrae tempo alla produzione e alla crescita;
  • valutare ogni politica sulla base del lavoro aggiuntivo creato, dei salari reali, delle ore lavorate e della durata dei rapporti.

La crescita dell’occupazione deve diventare crescita delle competenze, dei redditi e della produttività del Paese.## FATTI VERIFICATI

Il 17 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari sui prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie per fini abitativi o di investimento, riferite al secondo trimestre 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. l’indice dei prezzi delle abitazioni aumenta dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,0% rispetto allo stesso periodo del 2025;
  2. la crescita annua rallenta rispetto al +5,1% registrato nel primo trimestre 2026;
  3. su base annua aumentano sia i prezzi delle abitazioni nuove (+5,0%) sia quelli delle abitazioni esistenti (+3,7%);
  4. rispetto al trimestre precedente, i prezzi delle abitazioni nuove crescono del 2,7% e quelli delle esistenti dell’1,5%;
  5. i volumi delle compravendite residenziali risultano sostanzialmente stabili: +0,1% su base annua, dopo il +4,4% del trimestre precedente, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare richiamati dall’ISTAT;
  6. la variazione media acquisita per il 2026 è pari al +3,8% per l’indice complessivo;
  7. i prezzi crescono in tutte le ripartizioni: +5,1% nel Centro, +4,2% nel Nord-Est, +3,9% nel Nord-Ovest e +2,6% nel Sud e Isole;
  8. tra le città per cui l’ISTAT diffonde l’indice, l’aumento annuo è dell’8,5% a Torino, del 6,4% a Roma e del 2,4% a Milano.

Si tratta di stime preliminari e aggregate. Non descrivono il prezzo di ogni singolo immobile, quartiere o compravendita e non misurano direttamente la capacità di acquisto di ogni famiglia.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento dei prezzi con scambi quasi stabili rende ancora più urgente una politica della casa capace di ampliare l’offerta, ridurre i costi improduttivi e rendere certe le procedure.

Servono interventi semplici, stabili e verificabili:

  • ridurre il carico fiscale sulle compravendite e sull’abitazione principale, tutelando chi acquista per vivere e non per speculare;
  • semplificare pratiche urbanistiche e catastali, con regole comprensibili e tempi certi;
  • favorire il recupero del patrimonio esistente e l’efficienza energetica con strumenti stabili, evitando bonus intermittenti e procedure opache;
  • aumentare l’offerta di alloggi in affitto, garantendo equilibrio e certezza nei rapporti tra proprietari e inquilini;
  • rendere disponibili dati territoriali chiari su prezzi, offerta, tempi e risultati delle politiche abitative.

La casa non deve trasformarsi in un percorso fiscale e burocratico insostenibile. Le misure vanno valutate sulla capacità concreta di migliorare disponibilità, accessibilità e qualità degli alloggi.## FATTI VERIFICATI

Il 15 settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati sul commercio con l’estero e sui prezzi all’importazione riferiti a luglio 2026.

Il quadro rilevato è il seguente:

  1. rispetto a giugno, le esportazioni aumentano dello 0,3% e le importazioni diminuiscono dell’1,2%;
  2. la modesta crescita mensile dell’export deriva da un aumento del 6,9% delle vendite verso i mercati extra UE e da una diminuzione del 5,6% verso l’area UE;
  3. nel trimestre maggio–luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export cresce dell’1,3% e l’import del 2,8%;
  4. rispetto a luglio 2025, l’export aumenta del 4,7% in valore ma diminuisce dell’1,7% in volume; l’import cresce del 4,6% in valore e scende del 2,7% in volume;
  5. il saldo commerciale di luglio è positivo per 8,240 miliardi di euro, rispetto ai 7,829 miliardi di luglio 2025;
  6. il deficit energetico sale a 5,515 miliardi di euro, mentre l’avanzo dei prodotti non energetici raggiunge 13,756 miliardi;
  7. nei primi sette mesi del 2026 l’export cresce del 4,6% e l’import del 4,3% su base annua; l’avanzo commerciale è pari a 32,9 miliardi, contro 30,6 miliardi nello stesso periodo del 2025;
  8. i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% rispetto a giugno e del 5,0% rispetto a luglio 2025.

L’ISTAT segnala che la dinamica mensile dell’export è influenzata da vendite di elevato impatto della cantieristica navale: escludendole, l’aumento congiunturale stimato sarebbe dell’1,0%. I dati sono aggregati e le variazioni in valore possono differire da quelle in volume per effetto dei prezzi e della composizione degli scambi. Non descrivono quindi nello stesso modo ogni settore, impresa o territorio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un avanzo commerciale positivo è un punto di forza, ma la diminuzione dei volumi e l’aumento dei prezzi all’importazione richiedono interventi strutturali sulla competitività.

Servono misure semplici, stabili e verificabili:

  • ridurre oneri fiscali e amministrativi che pesano sulle imprese, in particolare sulle PMI esportatrici;
  • semplificare procedure doganali e adempimenti, applicando davvero il principio “una sola volta” ai dati già disponibili alla Pubblica Amministrazione;
  • migliorare porti, collegamenti ferroviari, logistica ed efficienza energetica;
  • rafforzare l’accesso ai mercati esteri e la diversificazione delle destinazioni commerciali;
  • valutare le politiche sulla base di volumi esportati, produttività, investimenti realizzati e lavoro creato.

La crescita in valore deve tradursi in capacità produttiva, quantità vendute e sviluppo reale, non in nuovi costi o nuova burocrazia.## FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso le stime preliminari dei prezzi al consumo riferite ad agosto 2026.

  1. L’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, accelerando dal 2,9% del mese precedente.
  2. I prezzi dei beni energetici salgono complessivamente del 17,0% su base annua, dal precedente 11,6%.
  3. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano dal 3,4% al 4,3%.
  4. Il cosiddetto “carrello della spesa” resta al +1,0%.
  5. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente dall’1,6% all’1,5%.
  6. L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,9% per l’indice generale.

L’ISTAT collega l’accelerazione soprattutto ai beni energetici, che risentono delle tensioni internazionali. Si tratta di dati preliminari e aggregati: non descrivono nello stesso modo la spesa di ogni famiglia e saranno aggiornati con la diffusione definitiva.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, l’aumento del costo della vita non può essere affrontato con bonus occasionali e procedure complicate.

Servono interventi stabili, mirati e verificabili:

  • ridurre oneri e fiscalità che aggravano il costo dell’energia per famiglie e attività produttive;
  • difendere il potere d’acquisto attraverso una riduzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e sui redditi medi;
  • concentrare le risorse sulle famiglie maggiormente esposte, con criteri semplici e controllabili;
  • pubblicare periodicamente l’effetto reale delle misure su bollette, prezzi, consumi e competitività;
  • evitare che ogni emergenza diventi nuova burocrazia o nuova spesa permanente priva di risultati misurabili.

Proteggere il potere d’acquisto significa intervenire sulle cause e verificare gli effetti, non limitarsi ad annunciare misure temporanee.## FATTI VERIFICATI

Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati provvisori su occupati e disoccupati riferiti a luglio 2026.

Il quadro generale mostra:

  1. 24 milioni e 370 mila occupati;
  2. un tasso di occupazione pari al 63,2%, stabile rispetto a giugno;
  3. un tasso di disoccupazione complessivo del 5,8%, in calo di 0,1 punti percentuali sul mese;
  4. un tasso di disoccupazione giovanile del 18,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese.

Su base annua gli occupati aumentano di 307 mila unità e il tasso di occupazione cresce di 0,8 punti. L’aumento riguarda uomini, donne, persone tra 25 e 34 anni e ultracinquantenni; l’occupazione diminuisce invece tra i 15–24enni e i 35–49enni.

Nello stesso confronto annuo crescono i dipendenti permanenti di 303 mila unità e gli autonomi di 85 mila, mentre diminuiscono di 82 mila i dipendenti a termine.

Questi sono dati aggregati e provvisori: descrivono il mercato del lavoro nel suo complesso, ma non misurano da soli qualità, retribuzioni o durata di ogni singolo rapporto.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, il miglioramento complessivo non può far passare in secondo piano la difficoltà dei più giovani a entrare e restare nel lavoro.

Servono interventi chiari, misurabili e continuativi:

  • ridurre il peso fiscale e contributivo sul primo lavoro stabile;
  • semplificare apprendistato e assunzioni senza abbassare le tutele;
  • avvicinare formazione tecnica e professionale alle competenze richieste dalle imprese;
  • valutare gli incentivi sulla base dei posti stabili creati, della loro durata e delle retribuzioni;
  • pubblicare indicatori generazionali che rendano verificabili i risultati delle politiche del lavoro.

Un Paese che lascia i giovani ai margini riduce la propria capacità di crescere, innovare e sostenere il sistema sociale.## FATTI VERIFICATI

Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.

Per l’industria:

  1. i prezzi aumentano del 2,4% rispetto a giugno e del 7,8% rispetto a luglio 2025;
  2. sul mercato interno l’aumento raggiunge il 3,0% mensile e il 9,3% annuo;
  3. al netto dell’energia, la crescita è molto più contenuta: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;
  4. i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno aumentano del 14,5% su base annua;
  5. tra i comparti manifatturieri, l’ISTAT segnala incrementi annui del 9,6% per i prodotti chimici sul mercato interno e del 7,7% per metallurgia e prodotti in metallo.

L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.

Servono misure trasparenti e verificabili:

  • ridurre in modo mirato oneri e fiscalità sull’energia destinata alla produzione;
  • semplificare l’accesso delle PMI agli investimenti per efficienza e autoproduzione;
  • accelerare reti, accumuli e condizioni di approvvigionamento realmente competitive;
  • pubblicare una valutazione periodica dell’impatto dei costi energetici su PMI, prezzi, investimenti e occupazione.

La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.## FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

  1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
  2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
  3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
  4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

  • ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
  • sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
  • investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
  • semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
  • valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

Fonte istituzionale

ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026

MALTEMPO: L’EMERGENZA SI AFFRONTA OGGI. LA PREVENZIONE SI COSTRUISCE OGNI GIORNO.

MALTEMPO: L’EMERGENZA SI AFFRONTA OGGI. LA PREVENZIONE SI COSTRUISCE OGNI GIORNO.

Domenico Marrara, August 30th, 2026

Il 29 agosto 2026 Palazzo Chigi ha comunicato di seguire la situazione provocata dal maltempo a Cremona, mantenendo il coordinamento con il Ministro per la Protezione civile, il Dipartimento e le autorità locali.

Nell’emergenza la priorità è una sola: mettere in sicurezza le persone, sostenere i territori colpiti e ripristinare i servizi essenziali. Ma, terminata la fase più urgente, la politica deve avere il coraggio di misurare quanto è stato fatto prima dell’evento.

Il Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, presentato il 30 luglio 2025 e riferito ai dati del 2024, indica che il 94,5% dei comuni italiani è interessato da aree a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera. La popolazione residente nelle aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 1,28 milioni di persone; quella esposta alle alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media è pari a 6,8 milioni.

Questi numeri non autorizzano allarmismi: impongono programmazione.

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale la prevenzione deve diventare una politica nazionale verificabile:

  1. priorità definite sulla base delle mappe di rischio, non dell’emergenza mediatica del momento;
  2. manutenzione ordinaria programmata per fiumi, canali, versanti, reti di drenaggio e infrastrutture;
  3. un cruscotto pubblico unico che mostri, per ogni intervento, finanziamento, affidamento, avanzamento, costo e data prevista di conclusione;
  4. responsabilità amministrative chiare e tempi certi per autorizzazioni, cantieri e controlli;
  5. valutazione pubblica dei risultati: opere concluse, persone e attività economiche protette, criticità ancora aperte.

Spendere bene significa anche prevenire. Ogni euro impiegato prima, sulla base di priorità documentate, deve ridurre il costo umano, sociale ed economico delle emergenze future.

Quesito per il confronto

Ritenete più utile istituire un unico cruscotto nazionale, accessibile a tutti, che renda visibili stato, tempi, costi e risultati degli interventi contro il dissesto idrogeologico?

MENO PRESSIONE FISCALE.

MENO BUROCRAZIA.

PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

www.movimentorivoluzionefiscale.it

Fonti istituzionali

MovimentoRivoluzioneFiscale #MRF #DissestoIdrogeologico #Prevenzione #ProtezioneCivile #Territorio #Trasparenza #PoliticaNazionale #Burocrazia #Sviluppo

FIDUCIA IN CRESCITA: IL SEGNALE C’È. ORA SERVONO RISULTATI.

FIDUCIA IN CRESCITA: IL SEGNALE C’È. ORA SERVONO RISULTATI.

Domenico Marrara, August 29th, 2026

Il 28 agosto 2026 l’ISTAT ha rilevato un aumento sia della fiducia dei consumatori, passata da 94,2 a 94,5, sia dell’indicatore composito delle imprese, salito da 95,7 a 96,9.

Il miglioramento merita attenzione, ma la lettura dei dati deve restare completa. Tra le imprese, l’incremento è particolarmente consistente nelle costruzioni, dove l’indice passa da 96,8 a 102,9, e più evidente nei servizi di mercato, da 98,2 a 99,5. Nella manifattura la variazione è invece contenuta, da 89,7 a 89,9, e nel commercio al dettaglio è marginale, da 106,5 a 106,6.

Anche per i consumatori il quadro è prudente: migliora soprattutto il clima economico generale, mentre il clima personale resta stabile a 95,4.

Gli indicatori di fiducia descrivono valutazioni e aspettative; non misurano, da soli, la crescita effettivamente realizzata. Il compito della politica è trasformare questo segnale in investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile e maggiore potere d’acquisto.

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale ciò richiede impegni verificabili:

  1. riduzioni fiscali sostenibili, con coperture dichiarate e verifica dei risultati;
  2. tempi certi per autorizzazioni, rimborsi e risposte della Pubblica Amministrazione;
  3. eliminazione degli adempimenti duplicati e delle richieste di dati già disponibili allo Stato;
  4. pubblicazione periodica di indicatori su investimenti, ordini, occupazione e costi amministrativi.

La fiducia non si consolida con gli annunci. Cresce quando famiglie e imprese possono programmare, investire e lavorare in un quadro stabile, semplice e credibile.

Quesito per il confronto

Quale indicatore dovrebbe essere prioritario per valutare l’efficacia della politica economica: investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile, potere d’acquisto o tempi della Pubblica Amministrazione?

MENO PRESSIONE FISCALE.

MENO BUROCRAZIA.

PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

www.movimentorivoluzionefiscale.it

Fonte ufficiale

ISTAT, “Fiducia dei consumatori e delle imprese – Agosto 2026”, 28 agosto 2026

Perchè

MRF

Perché l’Italia può crescere solo se lo Stato torna al servizio delle persone.

  1. Ascolto e partecipazione. Partiamo dai bisogni reali di cittadini, famiglie, lavoratori e imprese. Il confronto deve diventare un metodo permanente per definire priorità, soluzioni e risultati verificabili.
  2. Un fisco più equo, semplice e sostenibile. Proponiamo una riforma organica che riduca la pressione fiscale, elimini gli adempimenti inutili, sostenga il lavoro e l’iniziativa economica e tuteli con maggiore efficacia le persone più fragili.
  3. Uno Stato digitale che semplifica davvero. Vogliamo servizi pubblici accessibili, dati richiesti una sola volta, procedure integrate e tempi certi. Studieremo le migliori esperienze europee, compreso il modello estone, adattandole alle esigenze dell’Italia e senza lasciare indietro chi ha minori competenze digitali.
  4. Sviluppo e responsabilità ambientale. Ridurre le emissioni significa investire in energia pulita, innovazione, efficienza e tutela del territorio, conciliando sostenibilità ambientale, crescita economica e coesione sociale.
  5. Libertà, dignità e pari diritti. Ogni persona deve poter vivere la propria identità, affettività e sfera privata senza discriminazioni, nel rispetto della legge, del consenso e della dignità altrui.
  6. Tutela di tutte le famiglie. Vogliamo regole chiare e pari dignità per le diverse forme familiari e per tutte le coppie, comprese quelle dello stesso sesso, riconoscendo diritti, responsabilità e doveri reciproci.
  7. Più tempo per vivere. Innovazione, produttività e migliore organizzazione del lavoro devono rendere possibile, in modo graduale e sostenibile, ridurre il tempo complessivamente dedicato al lavoro senza penalizzare salari, imprese e pensioni. Il lavoro deve sostenere la vita, non assorbirla interamente.

Il MRF non promette scorciatoie: propone metodo, responsabilità e risultati misurabili.

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