Inflazione, costo dell’energia, prezzi alla produzione e dipendenza energetica: alcuni indicatori sono migliorati rispetto alla fase più acuta della crisi, ma il problema non è superato.
I dati definitivi dell’ISTAT indicano che a luglio 2026 l’inflazione in Italia è stata pari al 2,9% su base annua. Nello stesso mese Eurostat ha rilevato un tasso del 2,9% anche per l’area euro, in aumento rispetto al 2,6% di giugno. La componente energetica è tornata a esercitare una pressione significativa sui prezzi.
Questo quadro impone prudenza. Un rallentamento rispetto ai picchi del 2022 non equivale alla scomparsa delle conseguenze economiche per famiglie e imprese. Energia, costo del credito, investimenti e salari reali restano legati a decisioni nazionali ed europee che devono essere misurabili e coerenti.
Per il Movimento Rivoluzione Fiscale la politica economica deve perseguire tre obiettivi:
La pace non è soltanto un valore: è una necessità economica. Gli effetti dei conflitti non rimangono fuori dai nostri confini; entrano nei bilanci pubblici, nei costi delle imprese e nella vita quotidiana delle famiglie.
Quale priorità dovrebbe guidare per prima la politica economica italiana: sicurezza energetica, tutela dei redditi o incentivi agli investimenti produttivi? Con quali risultati verificabili?
MENO PRESSIONE FISCALE.
MENO BUROCRAZIA.
PIÙ SVILUPPO.
NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.
www.movimentorivoluzionefiscale.it
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