Il 28 agosto 2026 l’ISTAT ha rilevato un aumento sia della fiducia dei consumatori, passata da 94,2 a 94,5, sia dell’indicatore composito delle imprese, salito da 95,7 a 96,9.
Il miglioramento merita attenzione, ma la lettura dei dati deve restare completa. Tra le imprese, l’incremento è particolarmente consistente nelle costruzioni, dove l’indice passa da 96,8 a 102,9, e più evidente nei servizi di mercato, da 98,2 a 99,5. Nella manifattura la variazione è invece contenuta, da 89,7 a 89,9, e nel commercio al dettaglio è marginale, da 106,5 a 106,6.
Anche per i consumatori il quadro è prudente: migliora soprattutto il clima economico generale, mentre il clima personale resta stabile a 95,4.
Gli indicatori di fiducia descrivono valutazioni e aspettative; non misurano, da soli, la crescita effettivamente realizzata. Il compito della politica è trasformare questo segnale in investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile e maggiore potere d’acquisto.
Per il Movimento Rivoluzione Fiscale ciò richiede impegni verificabili:
La fiducia non si consolida con gli annunci. Cresce quando famiglie e imprese possono programmare, investire e lavorare in un quadro stabile, semplice e credibile.
Quale indicatore dovrebbe essere prioritario per valutare l’efficacia della politica economica: investimenti, nuovi ordini, occupazione stabile, potere d’acquisto o tempi della Pubblica Amministrazione?
MENO PRESSIONE FISCALE.
MENO BUROCRAZIA.
PIÙ SVILUPPO.
NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.
www.movimentorivoluzionefiscale.it
ISTAT, “Fiducia dei consumatori e delle imprese – Agosto 2026”, 28 agosto 2026
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