Politica

Movimento Rivoluzione Fiscale

ENERGIA E COSTI: LE IMPRESE PAGANO IL CONTO.

Domenico Marrara, 3 settembre 2026

FATTI VERIFICATI

Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.

Per l’industria:

  1. i prezzi aumentano del 2,4% rispetto a giugno e del 7,8% rispetto a luglio 2025;
  2. sul mercato interno l’aumento raggiunge il 3,0% mensile e il 9,3% annuo;
  3. al netto dell’energia, la crescita è molto più contenuta: +0,3% sul mese e +3,3% sull’anno;
  4. i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sul mercato interno aumentano del 14,5% su base annua;
  5. tra i comparti manifatturieri, l’ISTAT segnala incrementi annui del 9,6% per i prodotti chimici sul mercato interno e del 7,7% per metallurgia e prodotti in metallo.

L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.

Servono misure trasparenti e verificabili:

  • ridurre in modo mirato oneri e fiscalità sull’energia destinata alla produzione;
  • semplificare l’accesso delle PMI agli investimenti per efficienza e autoproduzione;
  • accelerare reti, accumuli e condizioni di approvvigionamento realmente competitive;
  • pubblicare una valutazione periodica dell’impatto dei costi energetici su PMI, prezzi, investimenti e occupazione.

La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.## FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

  1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
  2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
  3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
  4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

  • ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
  • sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
  • investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
  • semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
  • valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.

NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.

QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

Fonte istituzionale

ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026

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