Il 1° settembre 2026 l’ISTAT ha diffuso i dati provvisori su occupati e disoccupati riferiti a luglio 2026.
Il quadro generale mostra:
Su base annua gli occupati aumentano di 307 mila unità e il tasso di occupazione cresce di 0,8 punti. L’aumento riguarda uomini, donne, persone tra 25 e 34 anni e ultracinquantenni; l’occupazione diminuisce invece tra i 15–24enni e i 35–49enni.
Nello stesso confronto annuo crescono i dipendenti permanenti di 303 mila unità e gli autonomi di 85 mila, mentre diminuiscono di 82 mila i dipendenti a termine.
Questi sono dati aggregati e provvisori: descrivono il mercato del lavoro nel suo complesso, ma non misurano da soli qualità, retribuzioni o durata di ogni singolo rapporto.
Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, il miglioramento complessivo non può far passare in secondo piano la difficoltà dei più giovani a entrare e restare nel lavoro.
Servono interventi chiari, misurabili e continuativi:
Un Paese che lascia i giovani ai margini riduce la propria capacità di crescere, innovare e sostenere il sistema sociale.## FATTI VERIFICATI
Il 2 settembre 2026 l’ISTAT ha pubblicato i dati sui prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni riferiti a luglio 2026.
Per l’industria:
L’ISTAT precisa che l’accelerazione generale è spiegata principalmente dai rialzi della componente energetica sul mercato interno. Il dato non misura direttamente né i prezzi finali al consumo né i margini delle singole imprese.
Per il Movimento Rivoluzione Fiscale, un sistema produttivo esposto a costi energetici crescenti non può essere sostenuto con interventi occasionali o nuova burocrazia.
Servono misure trasparenti e verificabili:
La transizione energetica deve aumentare la competitività dell’Italia, non trasformarsi in un ulteriore costo amministrativo e fiscale per chi produce.## FATTI VERIFICATI
Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.
Nello scenario mediano:
L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.
Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.
Servono scelte misurabili e continuative:
La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.
MENO PRESSIONE FISCALE. MENO BUROCRAZIA. PIÙ SVILUPPO.
NON RESTARE A GUARDARE. ADERISCI AL MRF.
Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?
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