Economia

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PENSIONI 2027: PIÙ ATTESA, QUALE ASSEGNO?

PENSIONI 2027: PIÙ ATTESA, QUALE ASSEGNO?

Domenico Marrara, 22 ottobre 2026

I FATTI

Per la vecchiaia ordinaria il requisito generale sale a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Restano eccezioni di legge: requisiti e decorrenza vanno verificati sul singolo caso.

Dal 1° gennaio 2027 cambiano anche i coefficienti della quota contributiva: a parità di età e montante sono meno favorevoli. Non è un taglio automatico alle pensioni già in pagamento.

UN ESEMPIO

Con €300.000 di montante e un’età teorica di 67 anni, passando dal 5,608% al 5,514% la quota annua scende da €16.824 a €16.542 lordi: −€282 annui, circa −€21,69 per ciascuna delle 13 mensilità (−1,68%).
È un confronto a condizioni identiche sulla sola quota contributiva, senza nuovi contributi, rivalutazione o imposte. I 67 anni dell’esempio non indicano il requisito generale 2027.

ASPETTARE CONVIENE?

Età e contributi aggiuntivi possono aumentare l’assegno. Ma contano reddito durante l’attesa, pensioni rinviate, netto, salute e famiglia. Servono due simulazioni personali con INPS o patronato.

IL COMMENTO MRF

Sostenibilità dei conti e adeguatezza degli assegni vanno affrontate insieme. Chiediamo alle istituzioni chiarezza sugli effetti reali e sulle tutele per chi non può prolungare l’attività. Le persone devono conoscere costi, tempi e alternative.

Meno pressione fiscale, meno burocrazia, più sviluppo.
Non agire significa accettare!

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Immagine simbolica IA; musica originale MRF Calore e Fiducia V2.

FONTI

Ministero del Lavoro, 20/10/2026; decreto 16/10:
https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/aggiornamento-coefficienti-di-trasformazione-del-montante-contributivo-2027
INPS, 17/03/2026, agg. 20/04:
https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.03.pensioni-requisiti-aggiornati-per-il-2027-e-il-2028.html

#MRF #Pensioni2027 #Previdenza #Lavoro

SE SI LAMENTANO LE BANCHE, COSA DOVREBBERO DIRE PARTITE IVA, DIPENDENTI E PENSIONATI?

SE SI LAMENTANO LE BANCHE, COSA DOVREBBERO DIRE PARTITE IVA, DIPENDENTI E PENSIONATI?

Domenico Marrara, 21 ottobre 2026

Il 20 ottobre, al Forum Coldiretti di Roma, Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha richiamato 50 miliardi di utili del settore bancario e 25 miliardi di imposte, chiedendo il rispetto dell’accordo triennale con il governo e contestando ulteriori richieste al settore.

Sono cifre dichiarate da Messina: non sono un’aliquota del 50% e non consentono, da sole, di confrontare il carico fiscale delle banche con quello delle persone.

LA DOMANDA DEL MRF

Se anche le banche chiedono un fisco più prevedibile, quale ascolto meritano le partite IVA, gli impiegati e i pensionati?

Che cosa dovrebbe dire chi tiene aperta una piccola attività e deve far quadrare incassi, costi e scadenze?

Che cosa dovrebbe dire chi vive di uno stipendio e deve far bastare il netto per casa, spesa e famiglia?

E chi vive di una pensione modesta, dopo una vita di lavoro, quali margini ha per affrontare bollette, cure e imprevisti?

Il confronto va fatto anche su quanto resta per vivere, lavorare e investire.

IL NOSTRO COMMENTO POLITICO

Le imposte finanziano servizi essenziali. Proprio per questo, a chi contribuisce spettano trasparenza, servizi adeguati e risultati verificabili.

Chiediamo al governo che equità e certezza delle regole valgano anche per chi vive del proprio lavoro o della propria pensione: meno pressione fiscale, meno burocrazia, più sviluppo.

TU CHE COSA CHIEDERESTI AL GOVERNO PER RENDERE IL FISCO PIÙ EQUO?

Non agire significa accettare. Partecipa al confronto.

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#MRF #Fisco #EquitàFiscale #Lavoro #Pensioni

Immagine simbolica generata con IA: persone e ambienti non documentano l’evento citato.

Fonti

La Stampa — 20 ottobre 2026, aggiornato alle 15:39
https://www.lastampa.it/economia/2026/10/20/news/banche_messina_utili_50_miliardi_imposte_stato_25_miliardi-15771772/

LaPresse — 20 ottobre 2026, ore 15:12
https://www.lapresse.it/economia/2026/10/20/manovra-messina-50-miliardi-di-utili-delle-banche-nessuno-dice-che-lo-stato-incassa-25-miliardi-di-imposte/

ANSA — notizia del 20 ottobre, aggiornata il 21 ottobre 2026 alle 08:56
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/20/manovra-messina-non-ce-solo-un-settore-che-deve-pagare-dalle-banche_f08b924f-f967-434f-b1b7-bd704cf60d09.html

TASSE E RINCARI. SERVIZI ALL’ALTEZZA?

TASSE E RINCARI. SERVIZI ALL’ALTEZZA?

Domenico Marrara, 20 ottobre 2026

Italia, Francia, Albania: il disagio chiede risposte.
20 ottobre 2026 — Contenuto politico-informativo.

I fatti e le immagini

Il 17 ottobre le proteste italiane contro caro vita, costi dei carburanti e pressione fiscale sono state segnate da scontri a Milano e in altre città, secondo ANSA. AFP documenta lo stesso giorno scontri, incendi e saccheggi durante le mobilitazioni francesi contro il caro vita. Reuters documenta gli scontri a Tirana già il 14 ottobre, con rivendicazioni degli studenti sui costi dell’università, sulle condizioni dell’istruzione e sulla corruzione.

Nel video MRF sono raccolte tre fotografie reali: una vetrina danneggiata a Milano il 19 ottobre, il fumo durante le proteste a Marsiglia il 17 e un incendio durante le proteste a Tirana il 18. Luoghi e date sono indicati: non sono tre scontri simultanei né immagini di oggi. Le foto sono pubblicate come opera propria dai rispettivi autori; il contesto è riscontrato con le fonti di agenzia, con i limiti riportati nelle schede. Nessuna ricostruzione delle proteste con IA è inclusa.

Il dato italiano sui prezzi

L’ISTAT, nei dati definitivi pubblicati il 16 ottobre, rileva a settembre un aumento del NIC del 4,2% rispetto a settembre 2025 e dello 0,7% rispetto ad agosto 2026. L’indice misura un paniere medio: non il costo sostenuto da ogni famiglia. Alcune componenti scendono sul mese. Non si afferma che ogni singolo prezzo aumenti sempre.

La posizione politica MRF

Pagare tanto per ricevere servizi inadeguati è un’ingiustizia per chi lavora, produce e rispetta le regole. Una pressione fiscale eccessiva pesa ancora di più quando sanità, scuola, trasporti e amministrazione non rispondono ai bisogni delle persone. Questo è il giudizio politico del Movimento Rivoluzione Fiscale, distinto dalle cause documentate delle proteste.

Chiediamo meno tasse sul lavoro, servizi efficienti e spesa pubblica trasparente: obiettivi, tempi e risultati verificabili. Al governo italiano e alle istituzioni europee chiediamo risposte concrete sul potere d’acquisto e sull’uso delle risorse. Le violenze danneggiano cittadini e attività e vanno distinte dalle rivendicazioni pacifiche. Singoli episodi e fotografie non dimostrano una crescita del malcontento nazionale o una regia comune; non attribuiamo ogni scontro alla pressione fiscale.

Quale servizio dovrebbe migliorare per primo e quale costo pesa di più sulla tua quotidianità?

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FONTI

ANSA — 18 ottobre 2026, 10:34: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/17/la-protesta-per-il-carovita-diventa-guerriglia-milano-un-campo-di-battaglia_a783ef65-c2c2-4fb9-8d99-7c64d791f43c.html
AFP — 17 ottobre 2026, 23:55: https://www.afp.com/en/clashes-blazes-and-wide-scale-looting-grip-france-day-protests
Reuters — 14 ottobre 2026; aggiornato 15 ottobre: https://www.reuters.com/world/fire-breaks-out-albanias-education-ministry-during-student-protest-2026-10-14/
ISTAT — 16 ottobre 2026: https://www.istat.it/comunicato-stampa/prezzi-al-consumo-settembre-2026/

FOTO REALI — Wikimedia Commons

Milano 19/10: Julius Barclay, CC BY-SA 4.0 — https://commons.wikimedia.org/?curid=202003518
Marsiglia 17/10: Bertrand SOUBEYRAND, CC BY-SA 4.0 — https://commons.wikimedia.org/?curid=201889591
Tirana 18/10: Vyolltsa, CC0 1.0 — https://commons.wikimedia.org/?curid=201969832
Foto intere, ridimensionate. Licenza CC BY-SA: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Gli autori delle fotografie non sono associati alla posizione politica MRF.

PROTESTE IN FRANCIA: COME TUTELARE CHI MANIFESTA E CHI LAVORA?

PROTESTE IN FRANCIA: COME TUTELARE CHI MANIFESTA E CHI LAVORA?

Domenico Marrara, 19 ottobre 2026
Video editoriale MRF illustrativo, 30 secondi. Musica originale «Calore e Fiducia V2». Illustrazione IA: non riprese di un evento reale.

Il 19 ottobre 2026 il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato di aver chiesto ai prefetti coprifuoco parziali e localizzati, dopo le violenze e i saccheggi seguiti alle manifestazioni del fine settimana. Non si tratta di un coprifuoco nazionale: luoghi, orari e applicazione dipendono dai singoli provvedimenti.

Nell’intervento ufficiale il premier ha annunciato anche misure di sostegno per le attività economiche danneggiate. È un annuncio da seguire nell’attuazione: non certifica, da solo, che gli aiuti siano già arrivati ai commercianti o che tutti i danni siano coperti.

Va mantenuta una distinzione essenziale: protestare pacificamente non equivale a compiere violenze. Lo stesso governo francese riconosce che molti hanno manifestato nel rispetto delle regole. I singoli episodi non dimostrano una crescita del malcontento nazionale né rappresentano automaticamente tutte le persone scese in piazza.

IL CONFRONTO CHE PROPONIAMO
Quali risultati producono queste risposte per la sicurezza, per chi lavora e per la libertà di manifestare? Quali tempi e criteri avranno gli interventi per le attività colpite? Sono domande di valutazione pubblica, non risultati già dimostrati o nuove misure attribuite al MRF.

Parliamone sui fatti: quali interventi ritieni più utili per tutelare insieme cittadini, manifestanti pacifici e lavoro?

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#MRF #Francia #Lavoro #Commercio #Diritti

Illustrazione originale generata con IA: non è una fotografia né una ricostruzione di un evento reale. Video editoriale MRF illustrativo con musica originale «Calore e Fiducia V2»; nessuna ripresa altrui è stata scaricata o rimontata.

Fonti

Gouvernement français — intervento di Sébastien Lecornu — 19 ottobre 2026
https://www.info.gouv.fr/actualite/prise-de-parole-du-premier-ministre

ANSA — annuncio dei coprifuoco — 19 ottobre 2026, ore 12:56
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/19/caos-in-francia-premier-lecornu-ordina-lattuazione-di-diversi-coprifuoco_74aad62e-d9be-456b-8639-94ac0f999adb.html

Documentazione video originale

  • Sébastien Lecornu / Governo francese — Gouvernement français

    Parigi. Evento: 2026-10-19; pubblicazione: 2026-10-19.

    Intervento governativo sulle misure dopo le proteste, secondo trascrizione ufficiale. Non visionato né ascoltato; trascrizione letta. Solo collegamento alla fonte. Diritti per estratti/montaggio non verificati.

  • Agence France-Presse — X

    Marsiglia, secondo AFP e riscontri registrati. Evento: 2026-10-17; pubblicazione: 2026-10-17.

    Episodio davanti al municipio, usato solo come documentazione del contesto del 17, non come evento del 19. Registro del 18 ottobre: visione parziale di alcuni fotogrammi, audio non ascoltato. Non nuovamente verificato. Nessun riutilizzo nel video MRF. Solo link; diritti di rimontaggio non verificati.

Movimento Rivoluzione Fiscale
ITALIA 2050: MENO PERSONE, MENO FORZA LAVORO.

ITALIA 2050: MENO PERSONE, MENO FORZA LAVORO.

Domenico Marrara, September 1st, 2026

MRF 2 settembre 2026 - Italia 2050 - video

FATTI VERIFICATI

Il 31 agosto 2026 l’ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni della popolazione, delle famiglie e delle forze di lavoro, con base 1° gennaio 2025.

Nello scenario mediano:

  1. la popolazione residente passa da 58,9 milioni nel 2025 a 55,0 milioni nel 2050;
  2. la quota di popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 63,4% al 55,3%;
  3. la forza lavoro tra 15 e 64 anni diminuisce da 24,8 a 21,4 milioni;
  4. il tasso di attività cresce dal 66,7% al 71,0%, ma l’aumento della partecipazione non compensa il restringimento della base demografica.

L’ISTAT precisa che queste previsioni sono esercizi “what-if”, basati su ipotesi e caratterizzati da crescente incertezza nel lungo periodo. Non sono quindi una profezia, ma un segnale che la politica deve prendere sul serio.

POSIZIONE POLITICA MRF

Per il Movimento Rivoluzione Fiscale il declino demografico e produttivo non si affronta aumentando il peso fiscale su chi lavora e produce.

Servono scelte misurabili e continuative:

  • ridurre il costo fiscale e contributivo del lavoro, soprattutto per giovani e famiglie;
  • sostenere natalità, servizi per l’infanzia e conciliazione con misure stabili;
  • investire in produttività, formazione e rientro dei giovani qualificati;
  • semplificare l’ingresso regolare nel lavoro e l’attività d’impresa;
  • valutare ogni intervento con obiettivi pubblici, tempi e risultati verificabili.

La demografia non è un tema astratto: riguarda salari, pensioni, sanità, imprese e tenuta dei territori.

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QUESITO PER IL CONFRONTO

Quale intervento ritieni prioritario: meno tasse sul lavoro, sostegno alle famiglie, produttività o rientro dei giovani?

Condividi soltanto considerazioni generali, senza dati personali o situazioni identificabili.

Fonte istituzionale

ISTAT, Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – base 1° gennaio 2025, pubblicato il 31 agosto 2026

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